È il brano “S.O.S”, scritto e cantato da Piero Pelù, a vincere il 24° Premio Amnesty International Italia per la sezione Big. Il riconoscimento è promosso da Amnesty International Italia, insieme all’associazione Voci per la Libertà, per premiare il miglior brano sui diritti umani pubblicato da un artista o gruppo di spicco della musica italiana. Un modo per mettere in luce artisti e canzoni che possono sensibilizzare su temi legati ai diritti umani attraverso il linguaggio universale della musica.

“S.O.S ci sprona a parlare del genocidio israeliano nella Striscia di Gaza coi tempi del presente, perché le bambine e i bambini palestinesi, quelli ancora in vita, continuano a mangiare pane e violenza, più la seconda che il primo. Da questo brano, poetico e potente, crudo e suggestivo insieme, si leva il bisogno di futuro, di quel diritto alla felicità che è e sarà l’unica condizione grazie alla quale l’odio puoi tenerlo fuori”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

 

La canzone, scritta, registrata e resa disponibile gratuitamente in poche ore a ottobre 2025 dallo stesso Pelù, nasce dall’urgenza di dare voce, attraverso la musica, a quanto sta accadendo nel Territorio palestinese occupato e alla necessità di non restare indifferenti davanti alla sofferenza delle persone civili, dei bambini e delle bambine nella Striscia di Gaza. Un appello a difendere la pace e la giustizia.

“Ho scritto SOS lo scorso ottobre, una canzone che mi è venuta dal cuore e che parla dei genocidi in atto in ogni parte del mondo (e in particolare di quello palestinese) e del ruolo fondamentale dei soccorritori delle ong nei luoghi di guerra (in particolare di Medici senza frontiere e della Global Sumud Flottilla per il loro ruolo di generatori di attenzioni mediatica su Gaza)”, ha raccontato Piero Pelù, che ha chiarito inoltre la scelta di non pubblicare il brano sulle piattaforme di streaming: “Ho deciso di renderla scaricabile gratuitamente sul mio sito perché non ho voluto usare piattaforme coinvolte in armi e propagande di dittatori”.

“Grazie Amnesty International per questo importante riconoscimento, impreziosito dal vostro lavoro costante e puntuale di difesa dei diritti umani, sempre più calpestati oggi dalla barbarie di certe multinazionali, lobbies e stati”, ha dichiarato Pelù non appena saputo di aver ottenuto questo premio. Il rocker italiano ha poi rivolto un appello a tutti gli italiani: “Il periodo sociopolitico che stiamo vivendo è talmente complesso e pericoloso che solo con l’impegno congiunto di ognuno di noi nei rispettivi campi potremo aspirare ad essere un pianeta ancora a misura di donne e uomini che crescono e praticano il valore assoluto della pace”.

Il Premio è legato alla 29ª edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che unisce musica, arte e diritti umani e che si terrà a Rovigo dal 23 al 26 luglio.

A causa della concomitanza con il tour estivo dei Litfiba, il premio non sarà consegnato durante il festival come da tradizione, ma il 16 luglio a Rock in Roma, proprio durante il concerto della band.

 

Insieme a Pelù, si contendevano il premio le Bambole di Pezza (“Senza permesso”), i Baustelle (“Canzone verde, amore tossico”), Diodato (“Non ci credo più”), Ginevra (“Femina”), Ibla (“Rituale”), Fiorella Mannoia (“Eroi”), Murubutu (“Minuscola”), La Niña (“Figlia d’ ’a tempesta”) e Willie Peyote (“Grazie ma no grazie”).

 

Un gruppo trasversale di artisti per età e generi musicali, unito da testi di forte impatto che spaziano dalla crisi ambientale alla condizione femminile, fino a solidarietà, migrazioni e resistenza.

 

Il Premio è assegnato da una giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, linguisti, rappresentanti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà.
 Ne hanno fatto parte: Claudio Agostoni (Radio Popolare), Gio’ Alajmo (Spettakolo.it), Giuseppe Antonelli (linguista), Massimo Arcangeli (linguista), Ileana Bello (Amnesty International Italia), Alba Bonetti (Amnesty International Italia), Marta Cagnola (Radio24), Angela Calvini (Avvenire), Francesco Carrubba (Rockit), Marco Cavalieri (Radio Elettrica), Beppe Ceccato (Musicabile/Tgcom24), Angiola Codacci Pisanelli (Espresso), Francesca Corbo (Amnesty International Italia), Valerio Corzani (Rai Radio 3), Silvia Danielli (Billboard), Enrico de Angelis (storico della canzone), Danilo De Blasio (Festival dei diritti umani), Claudio De Tommasi (Rai Radio1), Katia Del Savio (Mi-Tomorrow), Enrico Deregibus (giornalista, operatore culturale), Maria Antonia Fama (Collettiva.it), Chiara Ferrari (Patriaindipendente.it), Paola Gallo (ondefunky.com), Federico Guglielmi (Audio Review), Ambrosia Jole Silvia Imbornone (Rockerilla), Andrea Laffranchi (Corriere Della Sera), Chiara Limelli (Radio Italia Anni 60 Trento), Michele Lionello (Voci per la Libertà), Ivan Malfatto (Gazzettino), Luigi Manconi (sociologo), Martina Martorano (RaiRadio2), Annarita Masullo (The Goodness Factory), Silvia Mobili (Radio Capital), Giommaria Monti (Rai3), Valeria Noli (Società Dante Alighieri), Riccardo Noury (Amnesty International Italia), Elisa Orlandotti (FunnyVegan), Alessandra Paparelli (Artribune), Anna Patti (Radio Latte e Miele), Fausto Pellegrini (Rai News 24), Timisoara Pinto (Gr Rai), Mauro Rossi (Corriere del Ticino), Adila Salah (Noise Symphony), Giordano Sangiorgi (Mei), Barbara Santi (Rumore), Annalisa Scarsellini (Intimità), Noemi Serracini (Rai Radio 2), Andrea Silenzi (Repubblica), Renzo Stefanel (Classic Rock Italia), Giovanni Stefani (Voci per la Libertà), Marcella Sullo (Gr Rai), Monica Triglia (allonsanfan.it), John Vignola (Rai Radio 1), Savino Zaba (Rai Radio 2), Sara Zambotti (Rai Radio 2).

Piero Pelù – “S.O.S.” (P. Pelù)

Per quanto tempo ancora
 
Mangeremo pane e violenza
 
E quante volte ancora saremo bambini in mano ai vampiri
 
Tra quanti anni ancora
 
La pace sarà per tutti e di tutti i colori
 
Di tutti i colori, per tutti e di tutti i colori?
 
E ora…basta! Questa è la fine dell’umanità della libertà
 
O quel che ne resta
 
Ora basta! Quando i bambini non mangiano, non giocano,
 
Non ridono, questa è la fine dell’umanità
 
Questa è la fine dell’umanità
 
Esse o esse voglio diritto alla felicità
 
E far esplodere i colori
 
Esse o esse voglio diritto alla felicità
 
E l’odio puoi tenerlo fuori
 
Per quanto tempo ancora useremo le armi
 
Per salvare la pace!
 
E alzeremo muraglie per nasconder menzogne
 
Matrigne con facce di legno?
 
Esse o esse voglio diritto alla felicità
 
E far esplodere i colori
 
Esse o esse voglio diritto alla felicità
 
E l’odio puoi tenerlo fuori
 
La la la la fuori! La la la la
 
Ora basta! Quando i bambini non mangiano, non giocano,
 
Non ridono, questa è la fine dell’umanità
 
Questa è la fine dell’umanità
 
Esse o esse voglio diritto alla felicità
 
E far esplodere i colori
 
Esse o esse voglio diritto alla felicità
 
E l’odio puoi tenerlo fuori…fuori…fuori

Nelle precedenti edizioni hanno vinto: “Il mio nemico” di Daniele Silvestri (2003);“Pane e coraggio” di Ivano Fossati (2004); “Ebano” dei Modena City Ramblers (2005); “Rwanda” di Paola Turci (2006); “Occhiali Rotti” di Samuele Bersani (2007); “Canenero” dei Subsonica (2008); “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela (2009); “Mio zio” di Carmen Consoli (2010); “Genova Brucia” di Simone Cristicchi (2011); “Non è un film” di Frankie Hi-Nrg MC e Fiorella Mannoia (2012); “Gerardo nuvola ‘e Povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini (2013); “Atto di forza” di Max Gazzè (2014); “Scendi giù” di Alessandro Mannarino (2015); “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato (2016); “Ballata triste” di Nada (2017); “L’uomo nero” di Brunori Sas (2018); “Salvagente” di Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote (2019); “Io sono l’altro” di Niccolò Fabi (2020); “Dalle mie parti” dei Negramaro (2021); nuovamente Carmen Consoli con “L’uomo nero” (2022); “Severodonetsk” di Manuel Agnelli (2023), “La mia terra” di Diodato (2024) e “Onda alta” di Dargen D’amico (2025).