In lizza ci sono: Bambole Di Pezza, Baustelle, Diodato, Ginevra, Ibla, Mannoia, Murubutu, La Niña, Pelù, Willie Peyote. Ci sono artisti e temi molto diversi fra i dieci finalisti del 24° Premio Amnesty International Italia, sezione Big, istituito nel 2003 da Amnesty International Italia e Voci per la Libertà per premiare la migliore canzone sui diritti umani pubblicata nell’anno precedente da un cantante italiano affermato.

La selezione 2026 spazia tra generi e generazioni diverse, toccando temi urgenti come la crisi ambientale, la condizione femminile e la resistenza:

  • Bambole di Pezza –  “Senza permesso” (C.A. Dolci, D. Piccirillo, F. Rossi, L. Cerri, M. Ungarelli, A. Spigaroli, E. Conocchia)
  • Baustelle – “Canzone verde, amore tossico” (F. Bianconi, A. Bazzoli, C. Brasini, F. Nardelli)
  • Diodato – “Non ci credo più” (A. Diodato)
  • Ginevra – “Femina” (G. Lubrano)
  • Ibla – “Rituale” (C. Iacono)
  • Fiorella Mannoia – “Eroi” (F. Abbate, F. Mannoia, A. Rapetti Mogol, C. Di Francesco)
  • Murubutu – “Minuscola” (A. Mariani, A. Gazzoli, G. Flores)
  • La Niña – “Figlia d’ ’a tempesta” (C. Moccia, A. Maddaluno)
  • Piero Pelù – “S.O.S.” (P. Pelù)
  • Willie Peyote – “Grazie ma no grazie” (G. Bruno, A.A. Vella, L. Romeo, D.G. Bestonzo)

Il riconoscimento vuole mettere in luce artisti e canzoni che possono sensibilizzare su temi di grande rilievo attraverso il linguaggio universale della musica. Questo in linea con quanto sottolineato nelle scorse settimane dal rapporto annuale di Amnesty International, che dice fra l’altro: “In un sistema in cui domina la guerra al posto della diplomazia, milioni di persone continuano a resistere. Oggi è più necessario che mai concentrarsi su ciò che deve essere difeso in via prioritaria e a tutti i costi per il bene dei diritti umani.”

Il premio sarà conferito durante la 29a edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che unisce musica, arte e diritti umani e che si terrà a Rovigo dal 24 al 26 luglio con lo slogan “Fai sentire la tua voce”. Assieme al contest per emergenti, ospiti, incontri, testimonial e spettacoli, nella giornata finale verrà consegnato il premio al vincitore della sezione Big. Ad assegnarlo sarà nelle prossime settimane una giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, addetti ai lavori del settore musicale, referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà.

Le dieci canzoni finaliste sono state scelte da Amnesty e Voci per la libertà a partire dalle numerose segnalazioni giunte dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Ci sono diversi generi musicali ed età, una selezione decisamente varia anche per le tematiche affrontate: crisi ambientale, identità e condizione femminile, protesta e solidarietà, migrazioni e resistenza e altro ancora.

Nelle precedenti edizioni hanno vinto il Premio Amnesty, sezione Big: “Il mio nemico” di Daniele Silvestri (2003); “Pane e coraggio” di Ivano Fossati (2004); “Ebano” dei Modena City Ramblers (2005); “Rwanda” di Paola Turci (2006); “Occhiali rotti” di Samuele Bersani (2007); “Canenero” dei Subsonica (2008); “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela (2009); “Mio zio” di Carmen Consoli (2010); “Genova brucia” di Simone Cristicchi (2011); “Non è un film” di Frankie Hi-Nrg MC e Fiorella Mannoia (2012); “Gerardo nuvola ‘e Povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini (2013); “Atto di forza” di Max Gazzè (2014); “Scendi giù” di Alessandro Mannarino (2015); “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato (2016); “Ballata triste” di Nada (2017); “L’uomo nero” di Brunori Sas (2018); “Salvagente” di Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote (2019); “Io sono l’altro” di Niccolò Fabi (2020); “Dalle mie parti” dei Negramaro (2021); nuovamente Carmen Consoli con “L’uomo nero” (2022); “Severodonetsk” di Manuel Agnelli (2023), “La mia terra” di Diodato (2024) e “Onda alta” Dargen D’Amico (2025).

Qui le 10 canzoni in nomination raccontate attraverso i video e un frammento del testo:

BAMBOLE DI PEZZA con “Capita”

(C.A. Dolci, D. Piccirillo, F. Rossi, L. Cerri, M. Ungarelli, A. Spigaroli, E. Conocchia)

Faccio sempre tutto come mi va
Questo è il ruolo che ho scelto dimmi un po’ come mi sta
E se mi manchi di rispetto
Te lo dico col rossetto
Non voglio un complimento oggetto
Ma lo stesso tuo stipendio
Mi prendo tutto senza permesso
Sempre me stessa fino all’eccesso
Oh oh oh
Ti dico un segreto
Non c’è legge o divieto
Al mio matrimonio io mi vesto di nero oh oh
Oh oh oh
Perché troppo normale non mi piace eh eh

BAUSTELLE con “Canzone verde, amore tossico”

(F. Bianconi, A. Bazzoli, C. Brasini, F. Nardelli

Perché io so di vivere
Con il disastro che hai programmato te
Spendo i tuoi soldi
Mangio finché ce n’è
Amore tossico, amore mortale
Immondizia musicale
Voglia di andar via per sempre
E di non tornare più
Estate di plastica, estate immorale
Per dimenticarmi di te
Fabbrico nella mia mente
Allucinazioni, pensieri, parolе
E mi blocco col verde allo stop

DIODATO con “Non ci credo più”

(A. Diodato)

Io non ci credo più
Io non ci credo più
Io non ci credo più
Io non ci credo
A chi mi dice che non serve a niente
A chi mi dice che non può cambiare
A chi mi dice che c’è solo gente troppo disillusa
troppo indifferente
A chi mi dice è solo un’utopia
e mi vorrebbe zitto e a casa mia
A chi mi dice è inutile gridare ma il silenzio è loro
e io non ci credo più

GINEVRA con “Femina”

(G. Lubrano)

So che hai paura di me perché ho troppo da dire
So che ti piace guardarmi, guardarmi soffrire
Mi hai tolto la voce
Ma ho un’altra occasione
Qualcuno ti ha detto che esisto per dare piacere
E questa è la guerra dell’uomo che vuole potere
E brucia il mio nome
E brucia ogni traccia di me
Mi guardi di traverso
Ma non sai più fingere, fingere
Mi spogli con gli occhi
Mi spari perché sono femina

IBLA con “Rituale”

(C. Iacono)

Anna sedici anni appena
Vestirà di bianco per un uomo che non ama
Ha un padre un padre che è padrone
Predica il rispetto senza libertà
Lei grida forte e batte i pugni
Tremano i santi ai muri
Fimmina è to l’amuri La libertà
Pregu a tia o matri mia
Porta sta cruci luntanu di mia
Vogliu a nautru ma matri mia
Fallu m’pazziri pi mmia

FIORELLA MANNOIA con “Eroi”

(F. Abbate, F. Mannoia, A. Rapetti Mogol, C. Di Francesco)

Tu chiamali come vuoi
Io li chiamo soltanto eroi
Eroi di tutti i giorni
Che a pensarli mi innamoro
Di ogni donna ed ogni uomo
Che, ogni volta che li incontro
Se li canto, mi commuovo
Eroi a modo loro
Eroi che non ricordi
Senza medaglie e senza trono
Che non si arrendono davanti a niente
E sono, sì, eroi a modo loro
Eroi a modo loro

MURUBUTU con “Minuscola”

 (A. Mariani, A. Gazzoli, G. Flores

Domani pensaci bene, noi saremo là insieme mentre voliamo via, ah
E arriveremo davvero in quella parte di cielo che sembrava utopia
E noi vedremo la Terra allontanarsi in un lampo e diventare minuscola
In volo sopra un pensiero che non ha un suo emisfero né colore né Dio, eh, ah
E li trovarono all’alba, erano appena atterrati
In fondo, dentro l’aereo, i loro corpi ghiacciati
Loro due clandestini, con i sogni di Dante
Poco più che bambini con i sogni giganti
E li trovarono all’alba, erano appena arrivati
Appena sopra al carrello i loro corpi abbracciati
Per cercare l’Europa, un sogno e una vita nuova
Quanti Yaguine e Fodè, da allora muoiono ancora, e ancora, e ancora

LA NIÑA con ”Figlia d' 'a tempesta”

(C. Moccia, A. Maddaluno

Pecché so’ nata femmena, pecché so’ nata
Ce sta chi me vo’ prena, chi me vo’ ‘nzurata
So’ figlia d’a tempesta e nun me ponn’ ‘ncatenà
Faciteme passà, faciteme passà
Novanta fa’ ‘paur’, trentotto ‘e mazzat’
A bott’ ‘e manganiell’ ‘a musica è cagnat’
Vattimm’ ch’e tambur, mò facimmele sentì
Chi nun vuleva sèntere mò ‘e ‘rrecchie adda arapì
‘Sta femmena ‘e niente mò vo’ tutt’ cos’
Mò vo’ tutt’ cos’
E ten’ n’arraggia ca’ nunn’ arreposa
Ca’ nunn’ arreposa
Ha dato la vita e ce l’anno luata ‘nu milion’ ‘e vote
Vestuta ‘a puttana e vestuta da sposa

PIERO PELÙ con “S.O.S.”

(P. Pelù)

Per quanto tempo ancora
Mangeremo pane e violenza
E quante volte ancora saremo bambini in mano ai vampiri
Tra quanti anni ancora
La pace sarà per tutti e di tutti i colori
Di tutti i colori, per tutti e di tutti i colori?
E ora…basta! Questa è la fine dell’umanità della libertà
O quel che ne resta
Ora basta! Quando i bambini non mangiano, non giocano,
Non ridono, questa è la fine dell’umanità
Questa è la fine dell’umanità
S O S voglio diritto alla felicità
E far esplodere i colori

WILLIE PEYOTE con “Grazie ma no grazie”

(G. Bruno, A.A. Vella, L. Romeo, D.G. Bestonzo)

Almeno per stavolta
Che c’è chi ancora ti dà corda
E c’è chi ha perso la memoria
E vorrebbe che tornasse come se non bastasse
Grazie, ma no, grazie
Dovresti andare a lavorare e non farti manganellare nelle piazze
Grazie, ma no, grazie
E questa gente non fa un cazzo e Ii mantengo tutti io con le mie tasse
Grazie, ma no, grazie
Dovresti dare meno ascolto ai sentimenti
Che non sono mai dei buoni investimenti