FAI SENTIRE LA TUA VOCE, è stato il filo rosso che ha contraddistinto la 29a edizione di Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty che si è svolta nel centro storico di Rovigo dal 23 al 26 luglio 2026. Accanto alle esibizioni degli ospiti e degli otto semifinalisti della sezione Emergenti, Rovigo si è animata con dibattiti, mostre e performance, trasformando la città in un polo di riflessione e partecipazione. I temi hanno spaziato dalla condizione carceraria italiana, al gender gap, dal compito del giornalismo nei conflitti, al ruolo dell’artista fra la libertà di espressione e la scelta di tacere, fino ai genocidi e al people power.

“La musica non è mai stata neutrale”, le parole del direttore artistico del festival Michele Lionello. “Storicamente ha anticipato i cambiamenti sociali, ha abbattuto muri e ha dato voce a chi non l’aveva. Nel progettare questo programma, abbiamo scelto di mettere al centro due forze rivoluzionarie spesso confinate ai margini dell’industria mainstream: le giovani generazioni e le donne. Non si tratta di una quota da rispettare, ma di una scelta artistica radicale. Le artiste che saliranno sul nostro palco portano visioni del mondo inedite, linguaggi dirompenti e una capacità unica di decodificare il presente. Dare spazio ai giovani talenti significa investire sul futuro della cultura, garantendo che le storie di domani siano plurali, inclusive e libere da vecchi stereotipi. Rovigo, per quattro giornate è diventato un grande spazio di musica, incontri, arte e diritti umani. Abbiamo vissuto assieme emozioni, riflessioni e condivisione con un programma che ha intrecciato linguaggi diversi attorno a un unico filo conduttore: i diritti umani. Artisti, ospiti, volontari, partner, spazi della città e pubblico hanno dato vita a un festival che continua a credere nella forza della musica e della cultura come strumenti di partecipazione, ascolto e consapevolezza”.

Quattro giornate dense di eventi che per il quarto anno consecutivo hanno arricchito la proposta culturale ed artistica della città di Rovigo. Il festival, partito giovedì 23 luglio, ha animato ogni giorno diversi luoghi della città, proponendo appuntamenti dal mattino fino alla sera, chiudendosi come ormai da tradizione con la finale di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty.

Ad esaltare il già ricco programma tre mostre di grande intensità, ospitate in due luoghi simbolo della città. In Pescheria Nuova l’allestimento “POLARIGHTS – Il glossario dei diritti umani”, un’installazione collettiva nata dal corso Design per i Diritti Umani (Politecnico di Milano), che racconta i diritti umani attraverso fotografie istantanee e sperimentazioni grafiche realizzate da studentesse e studenti delle scuole superiori del Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige. Sempre in Pescheria Nuova la collettiva di pittura “GEOMETRIE DI SPERANZA: colori oltre il conflitto” con gli autori del territorio: Martina Siviero, Giancarlo Gulmini, Christian Bergantin, Luigi Milani, Orianna Astolfi, Maryam Amir, Carla Berneccoli, Claudio Tiberto, Fatmira Bardeti che invita a guardare oltre le ferite della guerra, della violenza e delle divisioni. Invece, presso i portici della Gran Guardia la mostra fotografica “ESSERE POPOLO SENZA CONFINI – Nostra patria è il mondo intero?”. Il percorso, a cura del Centro Documentazione Polesano, nasce dall’idea di un mondo senza confini, abitato da popoli, storie e culture diverse, ma unite da un’unica appartenenza: quella all’umanità.

Ma non è finita qui! Anche il gusto ha avuto un ruolo importante nella manifestazione, grazie alla collaborazione con produttori locali che hanno sostenuto il festival con le loro eccellenze. Durante gli eventi nei giardini di Piazza Matteotti e successivamente in Piazza Vittorio Emanuele II durante le serate di Voci per la libertà, è stata allestita un’area ristoro curata dal birrificio agricolo Vojo, che ha proposto birre artigianali realizzate con materie prime locali, oltre che la presenza della Gaza Cola, bevanda alternativa e solidale i cui profitti sono stati destinati alla ricostruzione di un ospedale a Gaza. Infine, presso gli spazi della Pescheria Nuova e durante il gran finale, il pubblico ha potuto gustare gratuitamente il gelato “AMORE, PACE E GIOIA” offerto dalla gelateria Godot: un sapore speciale creato per celebrare proprio questi tre valori fondamentali. Un gesto semplice ma simbolico, che ha saputo unire piacere e consapevolezza, gusto e impegno civile, nel segno della solidarietà.

IL RACCONTO GIORNO PER GIORNO

GIOVEDÌ 23 LUGLIO

In mattinata debutto del festival alla presenza degli artisti e delle autorità con le inaugurazioni delle mostre ed allestimenti: “POLARIGHTS – Il glossario dei diritti umani”, “GEOMETRIE DI SPERANZA: colori oltre il conflitto” ed “ESSERE POPOLO SENZA CONFINI – Nostra patria è il mondo intero?”
 A partire dal pomeriggio numerosi appuntamenti legati alla condizione carceraria e come pensare l’Istituto penale per minorenni (IPM) come risorsa nella e per la comunità, inseriti all’interno del progetto “Dentro e fuori”.
 Alle 17.30 nella Sala della Gran Guardia il dibattito “Arte oltre le mura: Esperienze creative in carcere” con Roberta Ghidelli – Direttrice IPM Rovigo, Edoardo Parodi – progetto “Parole liberate: oltre il muro del carcere”, Zoe Cocco – Antropologa culturale e Marco Venturoli – Docente di diritto penale Università di Ferrara. Ha coordinato la giornalista Giorgia Brandolese. Un incontro per riflettere sul valore dell’espressione artistica nei luoghi di detenzione, sulle esperienze creative nate dentro e oltre il carcere, e sul ruolo della cultura come strumento di ascolto, dignità e possibilità.

Alle 19.00 il primo aperitivo musicale del festival si è svolto all’interno dell’IPM (Istituto Penale per Minorenni) “A. Vivaldi” con un concerto riservato ai ragazzi detenuti: un momento speciale in cui la musica diventa incontro, ascolto e condivisione. La Magicaboola Brass Band ha portato la propria energia all’interno del carcere per un momento indimenticabile per i ragazzi detenuti, noi dello staff e gli artisti della band.
 Proprio per sottolineare ulteriormente questo legame “Dentro e fuori” della città e del carcere l’evento serale è partito esattamente dall’IPM con una parata musicale per le vie del centro che si è conclusa in Piazza Garibaldi. Protagonista sempre la Magicaboola Brass Band, una moderna street band di fiati e percussioni, ispirata alle marching band di New Orleans, con un sound che mescola jazz, funk, hip hop e musica popolare. È stata una scoppiettante esibizione live lungo le strade di Rovigo, fatta di musica da ascoltare, da vedere e soprattutto da ballare, dove il coinvolgimento del pubblico è diventato parte fondamentale dello spettacolo. La musica e le parole dei detenuti hanno attraversato i muri, i diritti hanno trovato nuove strade. Dall’arte che supera ogni muro alle note che hanno attraversato la città, la 29ª edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty è ufficialmente iniziata!

 

VENERDÌ 24 LUGLIO

Nella mattinata di venerdì, presso la sala della Gran Guardia, si prosegue con un approfondimento sul tema carcerario, con un focus su quanto la città di Rovigo sta facendo con e per l’IPM “A. Vivaldi”. È stato  presentato “Horizon – percorsi creativi del territorio” un progetto, coordinato dalla Caritas di Adria e Rovigo, dedicato ai summer camp per i giovani detenuti. Un’occasione per raccontare percorsi che, attraverso attività culturali, sportive, creative e di relazione con il territorio, aprono spazi di espressione, ascolto e crescita. Perché ogni percorso può diventare un nuovo orizzonte, soprattutto quando nasce dall’incontro, dalla partecipazione e dalla possibilità di immaginare il futuro come comunità. A condurre l’incontro:  Don Lorenzo Piola – Caritas di Adria e Rovigo, Roberta Ghidelli – Direttrice IPM Rovigo e Teresa Camellini – Psicologa Università di Padova; con gli interventi di numerosi volontari che stanno già operando all’interno dell’IPM.
 Nel pomeriggio due iniziative realizzate nell’ambito del progetto “GET – Gender Equality Thinking: un nuovo modello di pensiero sul futuro”. Alle 17.30 presso la sala della Gran Guardia  “Colmare il divario: strategie, diritti e prospettive per la parità di genere”, un dibattito fondamentale per confrontarsi su strategie, diritti e prospettive future legate all’uguaglianza di genere. Insieme a un panel di ospiti significativi abbiamo esplorato il tema da diversi punti di vista: psicologico, legale, accademico, editoriale e artistico. Sono intervenute:  Cristina Sciacca – Psicologa, Roberta Giallo – Cantautrice, Alessandra Sguotti – Progetto “PARI GET – Gender Equality Thinking”, Clara Stella – Ricercatrice e docente presso l’Università di Padova, co-fondatrice di “Le plurali edizioni”. Ha coordinato l’incontro Roberta Cusin, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Rovigo.

Alle 19.00 ai giardini Piazza Matteotti, in collaborazione con il MEI di Faenza, il concerto reading “Love Bombing – I Mille Volti della Manipolazione Psicologica” con  Roberta Giallo e Cristina Sciacca. Nel format si sono alternate musica dal vivo, approfondimenti e riflessioni per esplorare le dinamiche tossiche nelle relazioni, riconoscere i segnali della manipolazione e comprendere i meccanismi che possono trasformare l’affetto in controllo, guidando il pubblico in un percorso utile ad accrescere la propria consapevolezza, a comprendere le dinamiche tossiche delle relazioni e a riconoscere “i mille volti della manipolazione” che spesso si nascondono nella quotidianità. In apertura del concerto l’intervento del Tavolo per la Pace di Rovigo che da oltre un anno si ritrova in piazza per un sit-in contro il genocidio del popolo palestinese e contro la normalizzazione delle guerre.

A partire dalle 21.30 nel palco principale di Piazza Vittorio Emanuele II il via alla prima semifinale del Premio Amnesty Emergenti, con i live di: Elisabetta Gagliardi, cantante e songwriter che ha costruito il suo percorso tra live, concorsi, apparizioni televisive e importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, in gara con “Toc Toc chi bussa”; Capabrò, trio cantautorock nato nelle Marche che mescola rock, teatralità e sarcasmo generazionale in uno show diretto, fisico e senza filtri, in gara con “Lavorare fa schifo”; Pellegatta, cantautrice folk che unisce canzone d’autore, loopstation e synth, costruendo un linguaggio personale in dialogo con teatro, poesia e impegno civile, in gara con “Stella lontana” e Tizio Bononcini,  cantautore e musicista bolognese che porta sul palco un mondo fatto di ironia, paradossi, testi taglienti e musiche mai scontate, in gara con “Uomo macho”. Durante la serata numerosi gli interventi tra cui Silva Rotelli di Take Action School che ha illustrato l’installazione “POLARIGHTS – Il glossario dei diritti umani” e alcuni dei partner del festival: Erika Salomoni per CISL Padova e Rovigo, Emanuela Padovan per Irsap Foundation e Federico Padovani vice responsabile Amnesty International Circoscrizione Veneto Trentino Alto Adige che ha evidenziato come il festival sia considerato dalla Sezione Italiana di importanza strategica per lo sviluppo e il consolidamento dell’attivismo sul territorio. A seguire c’è stata l’esibizione di Vincenzo Fasano con un estratto dallo spettacolo “Padre Terra – L’ego non è sostenibile”, un progetto artistico che ha ammaliato il pubblico unendo musica e reading attorno ai temi della giustizia sociale e climatica, della sostenibilità ambientale e del valore della persona. Chiusura d’eccezione con il live di DENTE, uno dei cantautori più apprezzati della scena indie italiana. Cantautore tra i nomi più riconoscibili della scena indipendente italiana, Dente è lo pseudonimo di Giuseppe Peveri, musicista e scrittore attivo da anni nel panorama del nuovo cantautorato. La sua scrittura unisce ironia, malinconia e immagini quotidiane, con canzoni essenziali e melodie immediate che hanno contribuito a definire un percorso artistico personale e riconoscibile. Un live che ha chiuso la prima semifinale di Voci per la libertà tra parole, leggerezza e profondità.

SABATO 25 LUGLIO

La mattinata inizia, presso la libreria Ubik di Piazza Vittorio Emanuele II, con la presentazione del libro “Siria, il giorno dopo: le ferite e le speranze”. Il libro della giornalista e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan è nato da un viaggio tra Ancona, città natale dell’autrice, e Aleppo, città delle sue radici familiari, per raccontare le ferite della Siria tra memoria, guerra e speranza. Attraverso incontri, testimonianze e luoghi attraversati dopo anni di guerra e dopo la caduta del regime di Assad, il libro compone un racconto intimo e collettivo della Siria di oggi: tra memoria, ferite ancora aperte e possibilità di immaginare un nuovo inizio. A dialogare con l’autrice Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

“Testimone di verità: il ruolo del giornalismo nel racconto delle violazioni dei diritti umani” è stato il dibattito, organizzato dalla Circoscrizione Veneto Trentino Alto Adige di Amnesty International, che ha animato il pomeriggio nella Sala della Gran Guardia. Le giornaliste Asmae Dachan, Aya Ashour, Jainina Cesar e Sara Del Dot si sono confrontate con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, sul giornalismo come strumento di denuncia, memoria e responsabilità.

Un confronto tra professioniste che, attraverso percorsi e sguardi diversi, hanno portato al pubblico esperienze legate al racconto dei conflitti, dei diritti negati e delle storie che spesso rischiano di restare invisibili.
 Per l’aperitivo musicale, i Giardini di Piazza Matteotti  si sono animati con il live di Giovanni Segreti Bruno, vincitore a Voci per la libertà 2025 del Premio Amnesty International Emergenti con il brano “Notre Drame”. Cantautore e pianista dalla formazione classica, sa unire scrittura emotiva e raffinatezza musicale, portando nella sua musica una forte attenzione al racconto umano e civile. Vincitore di Area Sanremo 2018 ha aperto i concerti di Mahmood, Gaia, Brunori Sas, Clementino, Nesli, Daniele Silvestri, Enzo Avitabile. Dopo un anno è tornato a Voci per la libertà con tutta la sua energia e sensibilità.

In serata,  seconda semifinale del Premio Amnesty Emergenti sul palco di Piazza Vittorio Emanuele II, si esibiscono: Esdra, nome d’arte di Esdra Sciortino, cantautrice indipendente siciliana conosciuta anche come “Fiore Punk”, in gara con “Destà”; Sue, che si definisce cantautrice a fiori: un’immagine che racconta bene il suo mondo, in gara con “Non ti volevo fare male”; I Marilyn, trio toscano formato da Mary, Gianluca e Alessandro, con un immaginario musicale colorato, ironico e fuori dagli schemi, in gara con “Arca di Noè” ed infine Diletta Fosso, giovanissima cantautrice e violoncellista che unisce musica classica e pop cantautorale, con una scrittura sensibile e attenta a tematiche contemporanee, in gara con “Bruciate tutto”. Sempre sul palco principale, per chiudere un anno di intense collaborazioni assieme, è tornato Giovanni Segreti Bruno vincitore del Premio Amnesty Emergenti 2025. Attualmente è al lavoro su Musciarìa, il suo nuovo progetto discografico di cui ci ha presentato ”Scacciapensieri”: un viaggio tra elettronica e tradizione mediterranea, dove la tarantella calabrese incontra beat pulsanti, chitarre classiche e atmosfere urban.
 Prima dell’ospite della serata, l’intervento della Presidente di Amnesty International Italia Alba Bonetti assieme alle giornaliste del dibattito del pomeriggio e il flashmob organizzato dalla Circoscrizione Veneto Trentino Alto Adige di Amnesty International, incentrato sul contrasto alle derive autoritarie. Forte il coinvolgimento del numeroso pubblico e di volontari di associazioni di Rovigo con lo slogan “L’umanità deve vincere”. Per il sesto anno consecutivo, durante le giornate del festival, decine di attivisti di Amnesty International provenienti dal Nord Italia hanno partecipato all’incontro intergruppi dedicato alla formazione sul People Power, inteso come la forza collettiva con cui i cittadini promuovono il cambiamento sociale dal basso.
 Tra gli altri interventi quello di Luigi Milani che assieme a Martina Siviero ha curato la mostra collettiva di pittura “GEOMETRIE DI SPERANZA – Colori oltre il conflitto”.
 A seguire l’atteso annuncio dei cinque finalisti ufficiali che nella serata conclusiva di domenica si contenderanno il Premio Amnesty International Emergenti, il premio della Critica, della Giuria Popolare e dello Staff: Tizio Bononcini, Diletta Fosso, Capabrò, Esdra e I Marilyn.
 A infiammare il pubblico e a chiudere la serata una della cantanti più promettenti della nuova generazione. FRANCAMENTE, progetto musicale di Francesca Siano, cantautrice che unisce scrittura pop, elettronica e sensibilità cantautorale. La sua musica attraversa identità, relazioni, libertà e autodeterminazione, con uno stile diretto e contemporaneo, capace di mescolare intimità, ritmo e ricerca sonora. Ha da poco pubblicato il suo primo album “Bitte Leben”, confermando un percorso artistico attento al presente e alle sue complessità. Un live per chiudere la seconda serata con una voce personale, capace di portare sul palco musica, identità e consapevolezza.

DOMENICA 26 LUGLIO

La giornata conclusiva del festival si apre in mattinata presso la Libreria Ubik con “Genocidi”, la presentazione del libro di Antonio Marchesi e Riccardo Noury. Un’opera nata per affrontare uno dei concetti più complessi e dolorosi del diritto internazionale e della storia contemporanea: il genocidio.
 Durante la presentazione, Antonio Marchesi e Riccardo Noury, due volti storici di Amnesty International Italia, hanno proposto un percorso rigoroso e divulgativo che aiuta a comprendere il significato di questa parola, sottraendola alla semplificazione e mantenendo al centro il rispetto del diritto, delle vittime e dei sopravvissuti. Un incontro per riflettere su memoria, responsabilità e giustizia, e sul valore delle parole quando raccontano crimini che segnano intere comunità e la coscienza collettiva.

Presso la sala della Gran Guardia, il dibattito che più di tutti si è legato al festival: “Diritto al silenzio? Dovere dell’impegno? – Il ruolo dell’artista fra la libertà di espressione e la scelta di tacere. Ne hanno parlato con noi i giornalisti: Claudio Agostoni, Davide Campanati, Francesco Carrubba, Marco  Cavalieri, Ivan Malfatto, Silvia Mobili, Gianluca Mura e Savino Zaba. Numerosi anche gli interventi degli artisti: Murubutu, Ibla, Agnese Valle, Roberta Giallo e i finalisti del Premio Amnesty Emergenti.  

L’incontro, coordinato da Enrico Deregibus, ha dato uno spaccato della musica attuale con ragionamenti molto interessanti e dall’alto profilo.

Prima di cena l’aperitivo musicale con Agnese Valle che a causa della pioggia si è svolto tra i giardini di Piazza Matteotti e l’interno della Pescheria Nuova creando comunque un momento irripetibile. Cantautrice e clarinettista, Agnese Valle è vincitrice del Premio della Critica a Voci per la Libertà 2020. È tornata  al festival per presentare “I miei uomini”, album-spettacolo che attraversa alcune grandi voci della canzone italiana, da Tenco a Morgan, da Renato Zero a Brunori Sas, passando per la Via Emilia di Guccini. Un progetto in cui brani conosciuti superano tempo, mode e generi, trovando nuova vita attraverso interpretazioni personali e, spesso, prospettive ribaltate.

Il tempo ci aiuta anche quest’anno e la serata finale in Piazza Vittorio Emanuele II si svolge senza alcun problema con la conduzione magistrale del nostro trio di presentatori: Savino Zaba (RAI), Manola Borgato (Radio Kappa) e Carmen Formenton (Voci per la libertà).

Si parte con il gran finale del festival attraverso l’atto conclusivo del Premio Amnesty Emergenti, con l’esibizione dei cinque artisti finalisti: Tizio Bononcini, Diletta Fosso, Capabrò, Esdra e I Marilyn. Ciascuno ha riportato sul palco il proprio messaggio, le proprie lotte, trasformando la musica in strumento di identità, consapevolezza e denuncia. 

Durante la serata numerosi gli interventi tra cui Remo Agnoletto del Centro di Documentazione Polesano per la mostra fotografica “ESSERE POPOLO SENZA CONFINI – Nostra patria è il mondo intero?” e alcuni dei partner del festival: Andrea Bimbatti vicesindaco del Comune di Rovigo, Pieralberto Colombo Segretario Generale CGIL Rovigo, Sara Bedetti consigliere Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Alba Bonetti Presidente Amnesty International Italia.
 Per la serata finale due ospiti speciali (finalisti Premio Amnesty Big): Ibla in gara con “Rituale” e Murubutu con “Minuscola”. Il pubblico si scalda con l’energia di IBLA cantautrice che trasforma il patrimonio culturale del Mediterraneo in musica contemporanea. L’artista  porta nella sua musica un incontro tra radici, contemporaneità e ricerca sonora, fondendo folk tradizionale siciliano ed elettronica, costruendo un linguaggio che non appartiene al folklore ma lo supera, lo rende vivo, urgente e politico. Con “Rituale” affronta il tema della condizione femminile attraverso un linguaggio musicale intenso e identitario, capace di trasformare il racconto in gesto collettivo e consapevole, “Rituale”, è un brano di denuncia sociale che racconta la ribellione di una giovane donna contro un matrimonio imposto e le catene del patriarcato. Ultimo live della finale della XXIX edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty è stato quello di MURUBUTU con la trascinante Moon Jazz Band. Alessio Mariani, in arte Murubutu, è un rapper e cantautore italiano; una tra le voci più riconoscibili del rap narrativo italiano: nei suoi brani hip hop, letteratura, storia e racconto si intrecciano in una scrittura densa e cinematografica. Con la Moon Jazz Band, il suo universo narrativo incontra nuove sonorità, dando vita a un progetto live in cui parola, ritmo e improvvisazione costruiscono un dialogo musicale originale. Con questo nuovo progetto, le origini rivoluzionarie del jazz si sono intrecciate e mescolate a quelle dell’hip-hop, rivisitando, con un approccio innovativo, la discografia dell’artista, in una chiave nuova e inedita. Il brano “Minuscola” racconta la storia di due studenti africani morti assiderati nel carrello di un aereo, descrivendo la drammatica lettera che portavano con sé; una riflessione in musica capace di unire racconto, sensibilità sociale e ricerca sonora.

A chiudere la serata, il momento tanto atteso delle premiazioni, che ha celebrato il talento, l’impegno e la passione dei cinque artisti finalisti in gara. Il Premio Amnesty, sezione Emergenti, è stato assegnato da una prestigiosa giuria che tra semifinali e finale era composta da: Claudio Agostoni (Radio Popolare), Gio Alajmo (critico musicale), Armida Bandoni (Amnesty International), Alba Bonetti (Amnesty International), Davide Campanati (Spazio Musica), Francesco Carrubba (Radio Latte e Miele), Marco Cavalieri (Radio Elettrica), Enrico Deregibus (giornalista, operatore culturale), Aldo Foschini (Musica nelle Aie), Roberta Giallo (Cantautrice), Michele Lionello (Voci per la libertà), Ivan Malfatto (Il Gazzettino), Martina Manfrinati (Voci per la libertà), Samuele Massarenti (Collettivo Desfemo), Silvia Mobili (Radio Capital), Gianluca Mura (Radio 41), Federico Padovani (Amnesty International), Zoe Pia (Pedras et Sonus Jazz Festival), Silva Rotelli (Take Action Scool), Agnese Valle (cantautrice).

I Capabrò vincono la 29a edizione del Premio Amnesty, sezione Emergenti, con il brano “Lavorare fa schifo”, aggiudicandosi anche il Premio della giuria popolare. A Esdra, con “Destà”, è il Premio della critica, mentre il Premio dello staff se lo sono aggiudicati I Marilyn, con “Arca di Noè”. Targa finalista per Tizio Bononcini, con “Uomo macho”, e Diletta Fosso, con “Bruciate tutto”.

La band vincitrice è un classico trio rock – chitarra, basso, batteria – formato da Alessandro Corvatta, Diego Brocani e Giorgio Pantaloni. Originari delle Marche, uniscono energia scenica e ironia su temi sociali e quotidiani, come nel brano vincitore. Queste le parole dei Capabrò al momento della consegna del premio dalle mani della presidente di Amnesty International Italia Alba Bonetti:  “Vincere questo premio è per noi un orgoglio enorme. Oggi trovare luoghi e spazi di espressione veri è purtroppo una cosa sempre più rara ed essere riconosciuti su un palco così importante ha per noi un valore profondo. Dedichiamo questo premio a chi ogni giorno si alza la mattina per andare a fare un lavoro che odia, a chi vive per lavorare e non viceversa, a chi esce di casa per andare al lavoro e poi a casa non ci torna più.”

Ci stiamo riprendendo un po’ alla volta dalla bellezza del festival…
 GRAZIE a tutti coloro con cui abbiamo condiviso qualcosa di unico!
 GRAZIE, per esserci stati, per aver partecipato, per starci vicini.
 È STATO UN GRANDE FESTIVAL!!!

Ogni edizione è diversa ma in ognuna si ripete, anno dopo anno, qualcosa di speciale che rende unico il nostro impegno in musica e diritti umani a fianco di Amnesty International. I sorrisi e gli abbracci sono stati la cosa più bella, che abbiamo condiviso assieme. A noi sembra che i sorrisi di Voci per la libertà in questi giorni abbiano fatto un rumore pazzesco, battevano a ritmo con la passione, la nostra. La passione per l’arte, la musica e i diritti umani. Ogni anno facciamo una magia, rendiamo straordinario con la nostra normalità un microcosmo di azioni, parole, emozioni.

Un enorme grazie va a tutti i volontari che, con passione, dedizione e instancabile impegno, hanno reso possibile ogni momento di questo festival. Senza la loro energia e il loro cuore, nulla sarebbe stato lo stesso. 

Un grazie gigantesco agli artisti e al pubblico, la vera anima di questo festival: la vostra presenza, il vostro ascolto e la vostra partecipazione attiva sono ciò che dà senso e forza a ogni parola, a ogni nota, a ogni storia condivisa. Continuate a far sentire la vostra voce, perché è attraverso di voi che la speranza diventa azione.

Un ringraziamento profondo anche ai nostri sponsor e partner, il cui supporto concreto e la fiducia hanno rappresentato la base su cui costruire questa fantastica edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, la ventinovesima!

Abbiamo così tanta energia che dobbiamo necessariamente iniziare a programmare la TRENTESIMA! Non possiamo proprio lasciare incompiuto questo bellissimo progetto fatto di incontri, riflessioni, mostre e musica, che hanno trasformato Rovigo in uno spazio di dialogo, arte, cultura, partecipazione e diritti umani.

Ricordando la cosa più importante che da 29 anni guida il lavoro dell’Associazione Voci per la Libertà: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti” 
 Art.1 della Dichiarazione universale dei diritti umani

“Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” è un’iniziativa dell’Associazione Voci per la libertà APS

Realizzata in collaborazione e con il sostegno di: Amnesty International Italia, Circoscrizione VTAA di Amnesty International, Comune di Rovigo, CGIL Rovigo, SPI Cgil Veneto, CAF Cgil, CISL Padova e Rovigo, CAF CISL, IRSAP Foundation, Caritas Diocesana di Adria-Rovigo, Enaip Veneto, progetto “GET – Gender Equality Thinking”, progetto “Dentro e fuori”.

Iniziativa sostenuta da: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Progetto finanziato: tramite fondi dell’8×1000 della Chiesa Cattolica.

Con il contributo di: Fondazione Banca del Monte di Rovigo, Coop Alleanza 3.0, Banca Annia.

Media partner: OPS Group, FunnyVegan, ViaVaiNet, Noise Symphony, Indieffusione, Radio Popolare, Radio 41, Radio Elettrica, Radio BlueTu, Radio Kappa, Rovigoinfocittà.

Partner tecnici: Tecnofire, ARS audio & light, Press4All, Birrificio Vojo, Gelateria Godot, Mei – Meeting degli Indipendenti, Rete dei Festival, Studioartax, IdeeGrafiche, Centro Documentazione Polesano, Musica nelle Aie, Premio la Mia Terra, Monferr’Autore Festival, CSV di Padova e Rovigo

Tutte le foto sono di Andrea “Artax” Artosi e Andrea Beggio.