naufragio 200 homeOttobre 2013. Le autorità italiane e l’Unione europea devono aumentare gli sforzi per pattugliare le loro coste e assistere i migranti, al fine di prevenire ulteriori tragiche perdite di vite umane, ha dichiarato Amnesty International dopo che almeno 100 persone, tra cui bambini, sono morte al largo delle coste italiane oggi.

 

La barca, che secondo quanto riferito proveniva dalla Libia, apparentemente trasportava più di 500 migranti originari perlopiù da Eritrea e Somalia, quando ha preso fuoco ed è affondata al largo dell’isola italiana di Lampedusa. Circa 120 persone sono state tratte in salvo e più di 100 corpi sono stati finora portati a riva. Molti altri risultano ancora dispersi.

 

“Le acque intorno alla piccola isola di Lampedusa si sono ancora una volta trasformate in un cimitero per migranti. Questi eventi tristi continuano a ripetersi mentre migliaia di persone intraprendono il pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo per cercare protezione o una vita migliore” – ha detto Jezerca Tigani, vicedirettrice del programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.

 

“È ora che le autorità italiane e l’Unione europea intensifichino la loro capacità di ricerca e soccorso e la cooperazione nel Mediterraneo, piuttosto che concentrare le risorse sulla chiusura delle frontiere. Occorre fare di più per prevenire ulteriori perdite di vite in futuro”.

 

I sopravvissuti hanno descritto il calvario orribile che hanno sopportato in quest’ultima tragedia: cadaveri galleggianti in acqua, mentre gli equipaggi delle navi da pesca cercavano freneticamente di salvare vite.

 

Un’altra imbarcazione con oltre 460 migranti è giunta a Lampedusa poco prima del naufragio di oggi. Le persone a bordo sono ora alloggiate presso il centro per migranti dell’isola, che attualmente ospita circa 700 persone.

 

Questo è il secondo naufragio di un’imbarcazione di migranti al largo delle coste italiane questa settimana.

 

Il 30 settembre, 13 migranti perlopiù eritrei sono annegati mentre la barca che li trasportava si è arenata al largo di Ragusa, in Sicilia. Secondo quanto appreso, dei trafficanti a bordo dell’imbarcazione che affondava avrebbero costretto i migranti a saltare verso la morte in mare, frustandoli e minacciandoli con coltelli.

 

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DIRITTI DEI MIGRANTI E DEI RIFUGIATI

Le migrazioni sono una componente intrinseca della storia dell’umanità.

Attualmente, oltre 200 milioni di persone nel mondo vivono fuori dal paese in cui sono nate. Tra queste, quasi 10 milioni sono richiedenti asilo e rifugiati che hanno dovuto lasciare il proprio paese per mettersi in salvo dalla persecuzione, dalla tortura o da altre gravi violazioni dei diritti umani.

 

Gli esseri umani, qualunque sia il modo con cui vengono definiti e ovunque si trovino, hanno diritti umani e Amnesty International si impegna per la loro difesa.

 

Ogni anno migliaia di persone muoiono nel tentativo di raggiungere un altro paese e, tra coloro che arrivano a destinazione, in molti incontrano abusi alla frontiera o all’interno del territorio, tra cui la detenzione arbitraria, le espulsioni collettive, la discriminazione, il razzismo e la xenofobia. I richiedenti asilo e i rifugiati vanno spesso incontro al rischio di un rinvio verso il paese dove sono perseguitati, in violazione del principio di non-refoulement. I migranti, in particolare se senza documenti per il soggiorno, vengono non di rado descritti dai politici e dai mezzi di comunicazione come criminali, pesi economici o minacce per la sicurezza: la realtà è che molte economie dipendono dalla loro forza lavoro, scarsamente riconosciuta, poco apprezzata e spesso sottovalutata.

 

Molteplici norme internazionali proteggono i diritti umani di migranti e rifugiati ma i governi si rifiutano di metterle in pratica attraverso misure concrete.
Amnesty International ritiene essenziale l’impegno per far sì che ai diritti umani e alla dignità dei migranti e dei rifugiati venga tributato il dovuto rispetto.

“RICORDATI CHE DEVI RISPONDERE. L’ITALIA E I DIRITTI UMANI”

Prima delle elezioni politiche 2013, Amnesty International Italia ha lanciato la campagna “Ricordati che devi rispondere. L’Italia e i diritti umani”, per sottoporre ai leader delle coalizioni e dei partiti e a tutti i candidati un’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia. L’Agenda è stata sottoscritta, integralmente o quasi, da tutti i leader delle forze politiche che compongono il governo Letta e da 117 parlamentari. È il momento di chiamarli a rispondere degli impegni presi e di raccogliere nuove adesioni dagli oltre 800 parlamentari che mancano all’appello. Governo e parlamento devono realizzare al più presto le riforme richieste dai 10 punti, urgenti per fermare le violazioni e la sofferenza provocate dalle falle del sistema e dalle scelte politiche sbagliate degli ultimi anni.

Uno dei 10 punti è sul diritti dei rifugiati e dei migranti

 

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