«Conta fino a 10» è il nome della campagna di Amnesty International Italia che si pone come obiettivo la limitazione del linguaggio violento e cercare di contrastare l’odio e sensibilizzare le persone a questo argomento, rendendole consapevoli del costante mutamento della nostra società.

Durante questa campagna elettorale, molti dei candidati alle elezioni pubblicano commenti o post inneggianti all’odio verso alcuni gruppi di persone.

Amnesty ha così creato il barometro dell’odio, per monitorare e misurare il grado di discorsi d’odio da parte dei candidati. Sotto osservazione un campione rappresentativo di candidati alle elezioni: dai dati raccolti si vuole misurare il numero delle frasi contenenti i discorsi d’odio classificandole in base al livello di gravità.

Il monitoraggio avviene attraverso una metodologia precisa e testata: il periodo preso in considerazione è dall’8 febbraio al 2 marzo (periodo appunto della campagna elettorale). Coloro che si occupano del monitoraggio sono attivisti sul territorio, task force specializzate e volontari 2.0 di Amnesty.

cover conta fino a 10
La decisione di creare un barometro che valuti i discorsi sull’odio è dovuto dal fatto che in questa campagna elettorale del 2018 ci sono candidati che espressamente puntano sull’odio verso determinati gruppi di persone, basando parte della loro campagna sull’esclusione di tali gruppi e la loro discriminazione, invece di cercare di contrastare tale sentimento.

I dati, fino al 2 marzo, saranno costantemente in aggiornamento: consultando i link a fine articolo, sarà possibile vedere quali partiti e quali candidati sui loro social basano parte della campagna sulla discriminazione e sull’odio verso gruppi diversi di persone e in che percentuale.

Affiorano discorsi razzisti e xenofobi verso migranti, rifugiati, immigrati, rom ai quali spesso viene affiancata una discriminazione religiosa, basata su pregiudizi e stereotipi negativi; o ancora discriminazioni di genere, che vanno a colpire donne, omosessuali e transessuali con frasi di disprezzo.

Il linguaggio violento è alla base dell’istigazione verso comportamenti violenti ed è importante che, come dice il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury, sia chiaro il fatto che la libertà di espressione non può essere estesa fino al giustificare i discorsi sull’odio come libertà di espressione anch’essi. Per questo si chiede proprio di contare fino a dieci prima di parlare, soprattutto se si è dei rappresentanti politici, perché si rappresenta un’intera società che nel tempo è mutata.

https://www.amnesty.it/barometro-odio/
https://www.amnesty.it/le-parole-dei-leader/
https://www.amnesty.it/barometro-odio/#barometro
https://www.amnesty.it/barometro-dellodio-partito-monitoraggio-sui-social/