È la vincitrice dell'ultima edizione del festival Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty: H.E.R. si racconta in questa bella intervista in cui ci parla dei suoi brani, della scelta di partecipare ad un evento legato ad Amnesty International, del suo impegno per i diritti umani, del suo mondo personale e musicale.

Premiazione1Hai partecipato e vinto il festival Voci per la Libertà: come ti sei trovata? Com’è stata l’esperienza a Rosolina Mare?
Direi meravigliosa! Risultare poi la vincitrice non lo avrei nemmeno potuto pensare! Il clima veneto lo conosco molto bene poi… molto autentico!

Perché dopo un’esperienza decennale a livello nazionale ed internazionale hai deciso di partecipare a questo concorso?
Spesso dimentichiamo che essere artisti vuol dire principalmente accettare le sfide, mettersi sempre in discussione penso sia parte del nostro lavoro.
Io non mi sento un’artista “arrivata”, ho ancora tanto da fare e da imparare poi nel 2018 ero uscita con un disco solo strumentale. Era ora di ritornare a scrivere canzoni!

Il tuo impegno per i diritti umani è una costante della tuo vissuto artistico e personale. Sei la vincitrice del Premio Amnesty International Italia Emergenti: cosa rappresenta per te questo riconoscimento e nello specifico il brano che hai presentato in concorso?
Questo riconoscimento ha per me una doppia valenza: quella di aver vinto sia come artista ma anche come donna transessuale. Il mondo ha ancora molti paletti a riguardo: sono stata fortunata perché ho avuto una famiglia solida alle spalle ma molte donne che hanno fatto il mio stesso percorso vivono lo stigma sociale come una vera e propria condanna. Non avendo scelta spesso abbandonano gli studi e vivono ai margini, in uno stato di rassegnazione.
Grazie ai molti esempi positivi e coraggiosi anche da parte di personaggi pubblici le nuove generazioni LGBT vivono sicuramente meglio la loro condizione anche se i rigurgiti di violenza e razzismo sono dietro l’angolo.

Secondo te la musica e l’arte in generale, possono essere uno strumento efficace nella promozione dei diritti umani e nella trasmissione di messaggi di rispetto, amore e pace?
Mai come adesso la musica non può essere solo intrattenimento! Siamo tutti legati da una stessa emozione comune che si chiama emergenza. Questo ci dovrebbe far riflettere. La comunicazione artistica può avere grandi effetti sulle nuove generazioni in particolare ma non bisogna mai bluffare! Se sono riuscita ad avere questi risultati, forse, è perché quello che racconto nelle mie canzoni l’ho vissuto nella mia vita…
Senza scadere nella retorica bisogna essere sempre attenti a ricordare al mondo che i separatismi sono solo il risultato di demagogia politica che fa breccia sull’ignoranza e la paura.
Oggi siamo in pericolo perché la gente ha paura dell’altro.

Nella nuova raccolta del festival di quest’anno sei presente con due brani “Il mondo non cambia mai” e “Il nostro mondo”. Entrambi i brani trattano i temi dei diritti civili, sembra però che ci sia un cambio di prospettiva. Ci parli di questo ed in particolar modo del nuovo singolo?
“Il mondo non cambia mai” e “Il nostro mondo” fanno parte della mia trilogia del mondo.
La prima canzone è una fotografia spietata delle nostre paure rispetto all’altro. Racconta il punto di vista di un razzista spiegandolo in modo freddo e sarcastico! Racconta di come va il mondo da secoli, grazie alla tendenza istintiva di fare gruppo tra simili escludendo tutto ciò che è “diverso” (odio questo termine!!) invitando il prossimo a mettersi in gioco altrimenti nulla cambia.
“Il nostro mondo” è invece una presa di coscienza del fatto che se non riflettiamo davvero sul concetto di “NOSTRO”, ovvero “DI TUTTI “, non possiamo risolvere nulla, nemmeno nell’ambito della nostra stessa piccola vita! Dobbiamo essere fieri di fare al mondo quello che ci renderà migliori, agendo in modo collettivo sulle varie tematiche dei diritti umani e dell’ambiente, pensando che non è cosa da poco poter vivere in pace lontani dalle bombe e dall’orrore della dittatura!
Ho appreso della conferma di altri 45 giorni di carcere in custodia cautelare per Patrick Zaki già in prigione da oltre 9 mesi ... L’Italia deve fare qualcosa perché la democrazia ci appartiene, dobbiamo far rimbalzare queste notizie di bocca in bocca, firmare petizioni, urlare!
Non possiamo dare per scontato, ad esempio, che gran parte dei nostro consumismo globale sia causa di sfruttamento di persone, di terre, di circoli viziosi fatti di caporalato, dove la mano d’opera degli immigrati spesso è simile a quella del sud degli USA di due secoli fa!
Non possiamo produrre/consumare/distruggere senza un briciolo di coscienza! Non siamo bestie e chi ci vuole tali ha sbagliato i conti perché, grazie a questo azzeramento sociale prodotto dal VIRUS, forse possiamo davvero ricominciare la nostra vita con una nuova consapevolezza : poter essere degni di questo mondo perché è di tutti.

Tu sei un’artista a 360 gradi: cantante, violinista, compositrice, attrice, performer. Anche musicalmente sei molto eclettica, come nasce il mix di rock, pop ed elettronica che caratterizza la tue composizioni?
Dipende forse dalla curiosità e dal fatto che ho fatto nell’ambito dell’arte mille cose perché è il mio lavoro e mi ha dato da mangiare! Dopo il conservatorio son venuta a Roma e ho iniziato a lavorare nelle discoteche con la musica elettronica, poi con i Nidi d’Arac e la musica world.
Non si sa, ad esempio, che io nasco pittrice/scenografa e ho anche lavorato con alcune produzioni cinematografiche. Ma l’eclettismo però a volte deconcentra molto, destabilizza!
Verso il 2002 la grande discografia italiana dopo il mio debutto al “Premio Recanati” è stata molto crudele con me: non mi presero a “Sanremo Giovani” in quanto “ incollocabile come identità di genere“. Ma dopo il mio primo disco il teatro mi ha accolta come una famiglia facendolo diventare per me davvero un mestiere!
La classica domanda finale: quali progetti hai per il futuro?
Beh… spero di poter fare concerti! Di fare un disco completo con la mia etichetta Joseba e, a gennaio, riprendere un progetto con il cinema. Giusto per non farmi mancare nulla insomma!
HER con lo staff di VxL

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BIOGRAFIA
ERMA PIA CASTRIOTA in arte H.E.R. nasce in Puglia, si diploma in violino al Conservatorio di Musica e in scenografia all’Accademia di Belle Arti nel 1993 debuttando l’anno seguente a teatro come compositrice firmando le musiche per “La bottega del caffè” con LEOPOLDO MASTELLONI e per i “Dialoghi mancati” con ROBERTO HERLITZKA. Come violinista nel 1998 collabora con le RESTART alla colonna sonora del film “VIOL@ di DONATELLA MAIORCA e con la band NIDI D'ARAC al film FIGLI D'ANNIBALE di DAVIDE FERRARIO.

Nel 2004 debutta come solista con il disco " SE AVESSI TE " (HI- MUSIC – CNI) la cui canzone omonima farà parte del film "MATER NATURA " di MASSIMO ANDREI.

Nel 2008 segue MAGMA, un disco sperimentale per voce e violino (CORE - EDEL) disco apprezzato da FRANCO BATTIATO che la vuole al suo fianco nel 2011 nel progetto “DIWAN -L’ESSENZA DEL REALE”. Autrice delle musiche del fortunato spettacolo teatrale DIGNITA' AUTONOME DI PROSTITUZIONE per la regia di LUCIANO MELCHIONNA. Tante le collaborazioni con prestigiosi artisti italiani come TERESA DE SIO, RETTORE (STRALUNATA) AMALIA GRE (PER TE) FIORDALISO (SPONSORIZZATA) e LUCIO DALLA (con il quale ha condiviso il progetto IL BENE MIO). Importante la sua partecipazione come violinista nel disco LOW IN HIGH SCHOOL di MORRISSEY (2017).

Nel 2020 pubblica con la Joseba Publishing il brano “Il mondo non cambia mai” che oltre ad essere brano bandiera della lotta per i diritti, viene utilizzato come campagna contro l’omofobia da molti VIP italiani. Lo stesso brano la porta ad essere eletta Vincitrice del web a Musicultura e vincitrice del Premio Amnesty International Italia Sezione Emergenti al festival Voci per la Libertà.
Dischi: 2004 SE AVESSI TE; 2008 MAGMA; 2018 VIOLINS AND WIRES

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