La salute è un diritto universale che deve essere garantito anche a chi non ha un’assistenza sanitaria adeguata, anche a chi non ha una casa, anche a chi vive in condizioni di precarietà. Solo se ci prenderemo cura di tutti, nessuno escluso, usciremo da questa pandemia e saremo più forti domani!

PERCHÉ È UNA QUESTIONE DI DIRITTI
La pandemia Covid-19 sta interessando ormai tutto il mondo: metà della popolazione mondiale è costretta a rimanere in casa, quando ce l’ha, o è sottoposta a isolamenti e quarantene. Ovunque viene proclamato lo stato d’emergenza.

Persino i migliori e più ricchi sistemi sanitari sono stati travolti.

Così come in poche settimane questo virus letale si è moltiplicato e ha contagiato centinaia di migliaia di persone, con la stessa velocità sta amplificando esponenzialmente tutte le ingiustizie. Perché il virus non discrimina, i governi tendono a farlo.
In futuro potremo anche avere delle cure efficaci contro il Covid-19 e magari un vaccino. Ma dobbiamo agire adesso per contenere i suoi effetti devastanti sulle persone più vulnerabili, che vivono una vita precaria, che sono in condizioni di svantaggio.

I PIÙ VULNERABILI
Persone anziane e con malattie croniche: gli anziani e le persone con condizioni mediche preesistenti (come l’asma, il diabete o le malattie cardiache) sembrano essere più suscettibili a ammalarsi gravemente.

Le persone in prima linea: gli operatori sanitari sono in prima linea nella lotta alla pandemia. La possibilità di essere infettati durante il lavoro, turni più lunghi, disagio psicologico sono minacce concrete.

Persone senza fissa dimora: le persone senza fissa dimora, compresi coloro che dormono in strada, corrono un elevato rischio di contrarre il virus. Se si ammalano, non possono conformarsi alle misure di contenimento raccomandate e possono incontrare ostacoli nel mettere in atto le misure di prevenzione.
Altre persone vulnerabili: migranti, Rom, persone che vivono in condizioni igieniche e abitative precarie. Per loro il Covid-19 è un rischio concreto. nei ghetti, nei campi, negli insediamenti informali, per strada.

Popolazione carceraria: le persone detenute, nonché il personale che lavora all’interno delle carceri, spesso sovraffollate, corrono un alto rischio di contagio.

Donne: per molte donne e ragazze, “stare a casa” significa essere confinate in un ambiente non sicuro o con un partner violento. Devono continuare ad accedere alla protezione e ai servizi di supporto soprattutto in questo periodo di emergenza.

Lavoratori precari: le persone con forme precarie di lavoro sono spesso colpite in modo sproporzionato dalle misure adottate per affrontare la pandemia. Non ricevono adeguate protezioni sociali, il che significa che perdono i salari e non hanno alcuna retribuzione per malattia.

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Egregio Presidente Giuseppe Conte,

in questa emergenza sanitaria senza precedenti, la crisi rivela come diverse forme di esclusione, disuguaglianza e violazioni dei diritti umani siano interconnesse. Ma questa circostanza, seppur drammatica, costituisce anche un’opportunità unica per apportare i cambiamenti profondi necessari per diventare la società che vogliamo essere.

Crediamo sia urgente progettare e attuare misure specifiche per garantire i diritti di tutti e soprattutto dei gruppi che non sono nella condizione di potersi proteggere, affinché nessuno venga escluso, secondo il principio universale di uguaglianza e non discriminazione.
Le chiedo perciò di:

- assicurare che tutte le misure per rispondere all’emergenza siano necessarie e proporzionate, soggette a supervisione sia parlamentare che indipendente e periodicamente riviste, d’accordo con le autorità sanitarie competenti, per assicurarsi che siano ancora necessarie;

- rilasciare migranti trattenuti o detenuti quando il diritto alla salute, compresa l’assistenza medica, non possa essere sostenuto, garantendo il loro accesso ai servizi essenziali, alle cure e alla sicurezza, compresi alloggi e assistenza sanitaria adeguati;

- prevedere misure di sicurezza specifiche per i lavoratori migranti, in particolare quelli senza documenti, garantendo il pieno accesso a diritti e servizi, a prescindere dall’applicazione delle politiche che regolano l’immigrazione;

- garantire il diritto all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per tutti, anche negli insediamenti informali e per le persone senza fissa dimora;

- fornire alle persone detenute lo stesso livello di assistenza sanitaria disponibile per il resto della popolazione, prendendo in considerazione misure per ridurre temporaneamente la popolazione carceraria, liberando chi si trova in detenzione preventiva e considerando la scarcerazione anticipata o la liberazione condizionale per detenuti particolarmente a rischio;

- garantire che le persone con disabilità continuino a ricevere sostegno e servizi essenziali e un’ulteriore assistenza finanziaria e sociale, per impedire loro di essere esposti a rischi più elevati;

- proteggere gli operatori sanitari e i lavoratori nelle industrie ritenute “chiave” o “essenziali” particolarmente esposti, insieme alle loro famiglie;

- garantire i diritti dei lavoratori e l’accesso alla sicurezza sociale e alla protezione, anche per le persone con forme contrattuali precarie o non regolari;

- porre la parità di genere al centro della risposta all’emergenza, garantendo la protezione dalla violenza di genere anche durante la pandemia;
proteggere la libertà di espressione e garantire l’accesso a un’informazione corretta e trasparente;

- garantire che sia rispettato il diritto alla privacy di tutti.

La ringrazio per l’attenzione.

UN AIUTO CONCRETO A CHI È IN PRIMA LINEA
Sostieni Amnesty per difendere il diritto universale alla salute e consentirci di uscire più forti da questa pandemia domani.

DONA ORA

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In questa situazione di emergenza, per fare in modo che il diritto alla salute sia garantito a tutti, nessuno escluso, abbiamo deciso di collaborare con alcune associazioni che operano in prima linea per difendere le persone più vulnerabili.

Solo se oggi ci prendiamo cura anche chi non ha una casa, non ha un pasto caldo, non ha accesso ai dispositivi di protezione potremo uscire da questa emergenza e ripartire più forti domani.

La tua donazione servirà a:

- dare assistenza diretta ai più vulnerabili, grazie ai nostri partner sul campo;

- chiedere alle istituzioni che non si dimentichino dei più fragili. Chi vive per strada o in alloggi insicuri rischia la vita molto più di noi;

- monitorare le azioni di governi e enti locali perché garantiscano il diritto alla salute di tutti.

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