Tra gli otto semifinalisti del nostro festival, le StorieStorte. Il duo si racconta per noi in questa bella intervista.

BIOGRAFIA STORIE STORTE
StorieStorte, un duo acustico composto da Corinna Venturini (chitarre) e Giorgia Dalle Ore (chitarra e voce).
Due percorsi diversi che si sono intrecciati per caso: Corinna, già chitarrista dei Pharmakos, e Giorgia, cantautrice, con una formazione contrassegnata soprattutto dal teatro canzone.
Dal 2015, anno in cui ha preso vita il progetto, hanno avuto il piacere di solcare palchi prestigiosi del veneziano e di accompagnare, con le loro canzoni, diverse manifestazioni importanti per il territorio, tra i quali l’apertura dei concerti di Gualtiero Bertelli ed Eugenio Finardi.
Nel 2016 sono approdate alle semifinali del Premio Pierangelo Bertoli per nuovi cantautori con il brano Antichi amori.
Nel settembre 2016 hanno lanciato il loro primo singolo: Venesia no mor.
Nel febbraio del 2018 esce il loro primo EP: Il Coraggio della Rivoluzione.
Il brano Mare nostro (ft. Mc Bible), contenuto ne Il Coraggio della Rivoluzione, viene inserito nel video di Piero Fontana, Fuori Onda. Quando l’accoglienza è di casa (https://www.youtube.com/watch?v=8Kt35rwXL-Y).
Nel 2018 sono tra gli otto semifinalisti del Premio Voci per la libertà – Un premio per Amnesty, con il brano Mare nostro (ft. Mc Bible).

FOTO STUDIO

L'INTERVISTA

Come siete venute a conoscenza di questo concorso e come mai avete deciso di parteciparvi? Quali erano le vostre aspettative?
Voci per la libertà è un premio che, da diversi anni, seguiamo da ascoltatrici. Molte canzoni vincitrici delle scorse edizioni sono entrate a far parte del nostro repertorio. Pane e coraggio di Ivano Fossati, premiata nel 2004, risulta ad oggi molto attuale; Scendi giù di Alessandro Mannarino (premiata nel 2015) aiuta a mantenere acceso un faro che via via fa sempre più luce; con L’uomo nero, invece, abbiamo anticipato la giuria inserendo il brano in repertorio prima ancora che venisse annunciato come vincitore dell’edizione 2018. Insomma, il progetto StorieStorte, deve i suoi inizi anche al Premio Voci per la libertà, ma il premio non lo sa.
Inviare la nostra candidatura è stata un’azione del tutto naturale, quasi come sentirsi parte di un progetto comune, e le aspettative erano limitate questo; mai avremmo pensato di arrivare alle semifinali.

Il brano con cui avete partecipato al concorso, e che vi ha portato in semifinale, è “Mare Nostro”. Raccontateci com’è nato questo brano, quali episodi o esperienze vi hanno portato a fare le riflessioni presenti al suo interno?
Nel 2017 oltre 3.000 persone tra bambini, donne e uomini, hanno perso la vita nell’attraversata del mar Mediterraneo. Nel 2018 siamo già a quota 1900. I dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni ci parlano chiaro: stiamo assistendo ad un ennesimo eccidio nei confronti dell’umanità.
Questa volta non abbiamo nemmeno il coraggio di agire. Lasciamo fare al mare, alla disperazione, alla necessità di scappare in qualsiasi modo da una situazione che non è più sostenibile.
I numeri a volte ci offuscano la visione che abbiamo del mondo e ci fanno dimenticare che dietro ad ogni unità c’è una storia, un nome, un volto.
Mare nostro nasce da un incontro con un rapper della Nigeria: Festus, in arte Mc Bible, che come tanti ha attraversato terre e mare. È una canzone che non rivendica un diritto umano in particolare, ma prova ad abbracciare tutto ciò che dovrebbe appartenere ad ogni uomo: il diritto alla libertà di movimento, il diritto al lavoro, il diritto all’espressione, il diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti. Uno su tutti, il diritto alla vita.

DUO

DSC 8726

Quali sono le vostre influenze musicali? Com’è il panorama artistico veneziano?
Arrivando da percorsi diversi, le nostre influenze sono variegate: dal cantautorato italiano al folk.
Le canzoni che scriviamo hanno sempre e comunque una matrice che fa riferimento al canto sociale e di protesta. Ci piacerebbe far tornare attuale quella canzone che “può far cose” e che non si limiti ad un mero strumento di intrattenimento.
Il panorama artistico veneziano è molto vivace e stimolante. Purtroppo, però, non ci sono molti luoghi che ospitino musica dal vivo e la tendenza è sempre più di offrire proposte dedite allo svago.

È difficile affermarsi in tale panorama? Anche in relazione al fatto di essere due giovani donne?
Il fatto di essere due donne non ci ha ostacolato in nessun modo. Questo anche perché il pubblico al quale ci rivolgiamo è sempre molto sensibile a tematiche e a valori che rispecchiano ciò che facciamo e ciò che siamo. Il nostro primo scopo è portare le nostre canzoni ad un pubblico sempre più vasto, senza perdere mai il rapporto diretto e di incontro continuo con chiunque ci ascolti.
Vorremmo continuare su questa strada, passo a passo, tenendo a mente che musica e parole possono essere strumento politico, nel senso più alto.

Secondo voi la musica e l’arte in generale possono essere un mezzo efficacie per trasmettere il rispetto dei diritti universali dell’uomo?
La canzone, come ogni forma d’arte in generale, è un potente mezzo di racconto e trasmissione.
Con le canzoni possiamo far memoria, possiamo raccontarci ed ascoltare a nostra volta.
Ci sono canzoni che hanno accompagnato lotte ed importanti momenti storici. La canzone può “far cose”; può “trasmettere il rispetto dei diritti universali dell’uomo”.

Quali i progetti per il vostro futuro artistico?
I nostri progetti ci portano a percorrere la strada che abbiamo intrapreso in questi primi tre anni. Continueremo a scrivere nuove canzoni e far fiorire tante piccole collaborazioni che stanno nascendo con diverse realtà del nostro territorio (sempre con la voglia di spostare il nostro orizzonte un po’ più in là). Un album, sicuramente, rimane una prossima tappa futura, tenendo in tasca, ben stretto tra le mani, Il coraggio della rivoluzione.

MARE NOSTRO
(Tratto dall’album “Il coraggio della rivoluzione”)

COVER CD

Non lo sapevo che in Italia si potesse arrivare anche per mare
E che se il mare lo bevi e lo appoggi al palato è pure salato
D’altronde il viaggio mio non è organizzato, è un po’ improvvisato
È più che altro una fuga, un’urgenza, è sopravvivenza

Io sono nato dove il cielo ogni giorno rimbomba, e ad ogni passo una tomba
Ho perso tutto nello sporco gioco della violenza, nel tempo di una danza
Eppure con gli amici miei cantavo canzoni, avevo grandi ambizioni
Eravamo i Benin City Boys e c’era posto anche per noi

Mare nostro, vostro. Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.
Mare nostro, vostro. Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.

Insieme a James sono partito per cercare un lavoro, non cercavamo il tesoro
Non credo mai nelle partenze per cercare fortuna, ma chi la vuole la luna?!
Ho solamente in tasca i sogni di un qualunque ragazzo, no, non pensarmi pazzo,
cantare, ballare, guardare le stelle. Tenere cara la pelle.

Dopo due mesi di viaggio, di fatiche e speranze, di strade e di mancanze
Siamo approdati in Libia, una nuova terra, ma anche qui solo guerra
Ad ogni angolo di strada una camionetta e tutti con la Beretta
Sarà un bambino e c’avrò pure la testa dura, ma a me la guerra fa paura

Ora sono quattro giorni che viaggio per mare
E non ho idea di dove voglio arrivare
Ma mi permetto di varcare il confine, per un solo motivo:
Il tuo diritto di esser libero, il mio diritto di esser vivo

Mare nostro, vostro. Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.
Mare nostro, vostro. Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.

LINK UTILI
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/StorieStorte/
Canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCDm4PdWpz7MqEG9eIg4zzwg

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie. Privacy Policy