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Se volete fare un regalo di compleanno ad Amnesty, inviate un SMS al 45506 e potrete donare 2 euro per sostenere le campagne sui diritti umani.

Torta_200x106Nuvole minacciose sembravano promettere un compleanno a base di pioggia, ma anche il meteo ha voluto collaborare alla riuscita di una vera e propria festa per i primi 50 anni di Amnesty International.

Logo_amnesty_200x106Un giorno del 1961, in Portogallo, due studenti brindarono alla libertà in un paese dove la libertà non esisteva. Per questo gesto furono arrestati. Venuto a conoscenza del fatto, il 28 maggio del 1961, l'avvocato inglese Peter Benenson lanciò dalle pagine del quotidiano londinese The Observer un "Appello per l'amnistia": il suo articolo "I prigionieri dimenticati" raccontava la vicenda dei due giovani arrestati per aver espresso le loro opinioni. Sono passati 50 anni da quella campagna mondiale che accese i riflettori sui prigionieri dimenticati del pianeta. Da allora il mondo è cambiato e Amnesty International, l'associazione nata dall'idea di Benenson, è parte attiva di questo cambiamento. E la candela della speranza che ancora adesso brucia è il suo simbolo. Oggi, quella campagna è diventata un movimento globale per i diritti umani che conta 2.8 milioni di soci e sostenitori. In 50 anni di lavoro Amnesty International ha contribuito a sviluppare norme nazionali e internazionali sui diritti umani, ha aperto la strada all'istituzione della Corte penale internazionale, che può processare individui che hanno commesso crimini come il genocidio, ha spinto le Nazioni Unite a impegnarsi per un Trattato che regoli il commercio di armi, è stata al centro della coalizione che ha convinto le Nazioni Unite ad approvare una moratoria globale sulla pena di morte. Ancora oggi, nel mondo, ci sono persone per cui espressioni come libertà e diritti umani sono prive di senso concreto. Al contrario, parole come povertà, insicurezza, deprivazione, esclusione, discriminazione, violenza, tortura, pena di morte, detenzioni arbitrarie, processi iniqui, sono conosciute e vissute sulla pelle. Ma se nessuno ne parla, nessuno le conosce. Amnesty International ci ricorda che queste persone esistono. Ci ricorda che se più persone ne vengono a conoscenza, allora qualcosa di efficace si può fare per cambiare le cose. I diritti umani sono un castello di carte ancora incompleto, difficile da costruire, facile da abbattere. Per completarlo e conservarlo nel tempo abbiamo bisogno del vostro sostegno.

http://50.amnesty.it/

 

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Il 28 maggio parte lo "HUMAN RIGHTS TOUR 50°", un tour artistico nazionale promosso da Amnesty International che durerà fino al 28 maggio 2012.

Amnesty International celebrerà il 50° anniversario della sua nascita il prossimo 28 maggio, e noi vogliamo festeggiare l'evento nel migliore dei modi, coinvolgendo artisti che hanno collaborato con noi in passato o che sono intenzionati a farlo a partire da questa ricorrenza speciale. Sì, perché molto è stato fatto nella promozione dei diritti umani, ma molto resta ancora da fare!


Nei prossimi mesi il calendario si farà sempre più fitto, con molti eventi dedicati a 50 anni di lotte per i diritti umani, e ci occorre una mano. Cliccate su "Entra nel gruppo" e inserite i vostri contatti. In questo modo verrete aggiornati sulle iniziative dello HUMAN RIGHTS TOUR 50° e potrete sostenerci come meglio credete, anche aiutandoci semplicemente a promuovere gli eventi.

Unite la vostra voce a quella di più di due milioni di persone che quotidianamente difendono e promuovono i diritti umani nel mondo. Unitevi alla più grande comunità di difensori dei diritti umani del mondo!

Tutto il calendario delle iniziative: http://50.amnesty.it/eventi


Clicca qui per leggere la LETTERA AGLI ARTISTI

28_mag_200x106 Un giorno del 1961, in Portogallo, due studenti alzarono in aria i loro calici di vino per brindare alla libertà in un paese, tra i molti, dove la libertà non esisteva.

rapporto_annuale_amnesty_200x106

Il Rapporto annuale di Amnesty International 2011 documenta la situazione dei diritti umani in 157 paesi e territori nel 2010. Descrive un mondo in cui le persone sfidano l'oppressione, nonostante le molte misure repressive impiegate contro di loro. Il Rapporto dimostra che le comunità più colpite dalle violazioni sono la vera forza motrice della lotta per i diritti umani.

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