DUDU_2012_homeIn occasione del il 64° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, l'Associazione Culturale Voci per la Libertà in collaborazione con Amnesty International, l'Associazione Atena, il Centro Ricreativo Giovanile, la Scuola Primaria di Villadose, l'Amministrazione Comunale di Villadose e con il contributo della banca di Credito Cooperativo del Polesine presentano una serie di iniziative dal titolo: "I DIRITTI UMANI NEGLI OCCHI DELLE DONNE".

man_on_fire_home_200Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty è orgogliosa di annunciare la pubblicazione del video dei Novadeaf "Man On Fire", che accompagna con immagini efficaci il primo singolo estratto dall'album della band pisana, "Humoresque".

 

LaNaveDolce_35x50_ott2012_okDaniele Vicari racconta l'incredibile viaggio verso della libertà di 20.000 albanesi. Era l'8 agosto 1991!

 

L'8 agosto 1991 una nave albanese, carica di ventimila persone, giunge nel porto di Bari. La nave si chiama Vlora.

A chi la guarda avvicinarsi appare come un formicaio brulicante, un groviglio indistinto di corpi aggrappati gli uni agli altri.

Le operazioni di attracco sono difficili, qualcuno si butta in mare per raggiungere la terraferma a nuoto, molti urlano in coro "Italia, Italia" facendo il segno di vittoria con le dita.

La Vlora è un vecchio mercantile costruito all'inizio degli anni Sessanta a Genova.

Il 7 agosto 1991 la nave, di ritorno da Cuba, arriva al porto di Durazzo, nella stiva diecimila tonnellate di zucchero.

Sono in corso le operazioni di scarico quando una folla enorme di migliaia di persone assale improvvisamente il mercantile, costringendo il capitano Halim Milaqi a fare rotta verso l'Italia.

È una marea incontenibile di uomini, ragazzi, donne, bambini.

C'è Eva che sale arrampicandosi lungo le cime d'ormeggio insieme al marito.

C'è Kledi, un ragazzino che si trova in spiaggia con gli amici quando decide di seguire incuriosito la folla che va verso il porto. C'è il piccolo Ervis con la sua famiglia, c'è Robert, giovane regista con i suoi compagni di studi.

Qualcuno, una volta a bordo, incontra un fratello, un amico.

Il motore centrale è in avaria, non c'è cibo, né acqua. Solo zucchero.

Il sole di agosto arroventa il pontile. Poi scende la notte, il capitano governa la nave senza poter utilizzare il radar, evita anche una collisione.

Il mattino dopo, ad attendere la Vlora c'è una città incredula e stordita e uno stadio di calcio vuoto, dove, dopo lunghissime operazioni di sgombero del porto, gli albanesi vengono rinchiusi prima del rimpatrio.

 

repertorio4 repertorio1 repertorio3

 

Sono passati ventuno anni da quel giorno.

La maggior parte di coloro che salirono sulla nave, carica di zucchero, vennero rispediti in Albania ma gli sbarchi continuarono e qualcuno tentò ancora la traversata.

Oggi vivono in Italia quattro milioni e mezzo di stranieri.

 

La nave dolce esce in sala il prossimo 8 novembre distribuito da Microcinema. Il film presentato Fuori Concorso con grande successo di pubblico e critica all'ultimo Festival di Venezia, dove ha vinto il Premio Pasinetti, assegnato dal Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani. Ha ricevuto il plauso di molte associazioni, tra cui Amnesty International, Unicef, Emergency, Caritas, Libera.

 

"Vicari è così abile a montare le storie dei testimoni con le immagini d'epoca che La nave dolce si segue come fosse un film di finzione capace di trasmettere l'emozione del reale"

La Stampa

 

"Un film indispensabile"

Hollywood Party

 

"Vicari per affrontare il presente volge lo sguardo al passato evocando quella che è stata la madre di tutti gli sbarchi"

L'Unità

 

"Questa storia torna a imporsi alla nostra attenzione grazie a Daniele Vicari, regista del rigore, dell'urgenza di raccontare e dell'esigenza di tradurre in immagini la vita più che la verità"

Comingsoon

 

Daniele-Vicari-Getty

«Non è facile raccontare un evento collettivo al cinema, il territorio privilegiato del racconto cinematografico solitamente è l'eroe o l'antieroe. La nave dolce si intreccia nella mia coscienza di narratore con Diaz. Non so dire fino in fondo il perché, ma sento che hanno qualcosa in comune. Oltre alla casualità di essere stati realizzati contemporaneamente, parallelamente, entrambi raccontano episodi collettivi che rappresentano una porzione di avvenimenti storico-politici più grandi e complessi. Ma entrambi nell'essere la "pars pro toto" tentano di restituire il senso del tutto attraverso l'esperienza di una molteplicità di persone. (...) Come Diaz, La nave dolce è un film che mi si è imposto, mi ha costretto a superare lo schema narrativo in tre atti, prendendo a prestito strutture più ampie dalla tragedia e dalla narrativa classica. I due film sono una sfida radicale ai miei limiti di narratore, devo ammetterlo. Infatti sono due "mostri" che mi hanno fatto soffrire e gioire come non mi era mai accaduto prima». Daniele Vicari

 

 

TRAILER UFFICIALE DEL FILM

screen_la_nave

 

Con Eva Karafili, Agron Sula, Halim Milaqi, Kledi Kadiu, Robert Budina, Eduart Cota, Alia Ervis, Ali Margjeka, Giuseppe Belviso, Nicola Montano, Domenico Stea, Fortunata Dell'Orzo, Luca Turi, Raffaele Nigro, Maria Brescia, Luigi Roca, Vito Leccese.

Regia di Daniele Vicari, soggetto di Antonella Gaeta, fotografia di Gherardo Gossi, montaggio di Benni Atria, musica originale di Teho Teardo (Ed. musicali Indigo Film srl)

 

Una produzione INDIGO FILM e APULIA FILM COMMISSION, prodotto con RAI CINEMA in co-produzione con SKA-NDAL PRODUCTION e in collaborazione con TELENORBA. Distribuzione: MICROCINEMA

 

Per ulteriori info:

www.indigofilm.it

www.facebook.com/lanavedolce

https://twitter.com/LaNaveDolce

pivi_home_200Verso la grande festa del videoclip italiano con il PIVI 2012 (Premio Italiano Videoclip Indipendente): anche "Tana libera tutte" di Areamag, vincitore del Premio Amnesty Italia Emergenti 2011, è tra i finalisti dell'importante premio che verrà assegnato sabato 1 dicembre a Bari nell'ambito del MEDIMEX.

sms-2012Migliaia di donne lottano per affermare i loro diritti.

 

Migliaia di donne vengono imprigionate, condannate, torturate, fatte tacere. Perché donne.

 

Come Nasrin Sotoudeh, avvocata iraniana, incarcerata per aver difeso un oppositore. Razan Ghazzawi, siriana, blogger, perseguitata per aver scritto contro il governo. Salwa Husseini, egiziana, torturata per aver manifestato. Sheima Jastaniah, condannata in Arabia Saudita a 10 frustate per aver guidato da sola un'auto.

 

Proteggile dal carcere, dalla violenza, difendi la loro vita.

Per questo Amnesty International Italia lancia "Io sono la voce", la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite SMS solidale al 45509, attiva dal 29 ottobre al 25 novembre, data quest'ultima in cui ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

 

Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM Vodafone, Wind, 3 PosteMobile, CoopVoce e Nòverca. Sarà di 2 euro per ciascuna chiamata da rete fissa TWT e di 2 o 5 euro per ciascuna chiamata da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastwebnet.


Alza il telefono, alza anche la tua voce.

Chiama o invia un SMS al 45509.

Insieme possiamo salvarle!

 

Tra le molte persone che saranno accanto ad Amnesty International Italia nelle prossime quattro settimane, testimonial d'eccezione della campagna "Io sono la voce" sono Cesara Buonamici, Barbara d'Urso e Antonella Elia, che hanno scelto di sostenere la causa di queste donne concedendo gratuitamente il proprio volto e la propria voce.

 

screen_sms_2012

 

"...Ci vorrà molto tempo prima che le conseguenze della primavera si facciano davvero sentire nei paesi arabi...

Nonostante ciò sono ottimista, perché non ci arrenderemo."

Hedel Hashmin, studentessa egiziana

 

 

Dall'inizio del 2011, milioni di persone sono scesi nelle piazze del Medio Oriente e Nordafrica per chiedere dignità, diritti umani, giustizia, fine dell'oppressione e della discriminazione.

 

Nelle piazze della "primavera democratica" migliaia di donne hanno preso parola, spesso assumendo la leadership delle proteste. Forza ispiratrice del cambiamento, queste donne hanno sfidato – e continuano a sfidare – vecchi e nuovi regimi repressivi per difendere i diritti umani e promuovere le riforme e l'uguaglianza.

 

Hanno pagato e stanno pagando a caro prezzo
questa loro coraggiosa lotta per i diritti umani

 

Nei paesi in cui non c'è stato un cambio di potere, le donne continuano a subire una forte pressione, persino aumentata a causa del loro protagonismo. Tra questi, la Siria, dove tra la popolazione civile, principale vittima del conflitto armato, le attiviste sono prese di mira perché denunciano o perché chiedono notizie dei familiari in carcere o scomparsi dopo l'arresto. In Arabia Saudita, da settembre 2011 le donne possono votare e candidarsi alle elezioni municipali, ma non possono viaggiare né avere un lavoro retribuito, non possono avere un'istruzione superiore né sposarsi senza l'autorizzazione di un uomo. In Iran, attiviste, giornaliste e blogger sono in carcere perché hanno difeso i diritti delle donne, pubblicato un articolo o rilasciato un'intervista. In Bahrein, tra gli attivisti colpiti per il loro lavoro in difesa dei diritti umani ci sono diverse donne.

 

In quei paesi in cui nuove autorità sono salite al potere, i diritti delle donne sono messi a rischio da forze politiche che mirano a mantenere la loro subordinazione e, in alcuni casi, ad aggravare la discriminazione di genere, come in Tunisia o nell'Egitto del post Mubarak, dove attiviste, studentesse e giornaliste straniere subiscono violenze e molestie sessuali.

 

sms_donne_manif

 

Amnesty International Italia, dal 2011, lavora al fianco di queste donne coraggiose perché cessino le violazioni dei loro diritti umani e siano adottate leggi che pongano fine alla discriminazione di genere.

 

Per continuare in modo efficace questo lavoro, lanciamo la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite sms solidale al 45509 "Io sono la voce".

 

Le donazioni ricevute consentiranno ad Amnesty International di proseguire nel 2013 la sua principale campagna globale, sui diritti umani in Medio Oriente e Nordafrica, attraverso il potenziamento delle missioni di ricerca nei paesi della regione, il lancio di campagne su temi o paesi specifici, la promozione di appelli per salvare la vita di persone a rischio di tortura o di morte, le pressioni sulle assemblee incaricate di scrivere le Costituzioni e di adottare leggi per porre fine alla violenza sessuale e formare le forze di polizia al rispetto delle donne

 

cartolina10x15_sms

 

 

 

firma_petizione_big11

 

 

Iran: Nasrin Sotoudeh, avvocata per i diritti umani deve essere rilasciata!

 

Bahrein: Zainab Al-Khawaja rilasciata, ma ancora sotto accusa!

 

Bahrein: "confessioni" forzate e processi iniqui per due insegnanti

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie. Privacy Policy